23 luglio 2009
Le nuove politiche del lavoro devono abbattere le precarietà e annientare le morti bianche.
Dobbiamo tutelare il salario.
Dobbiamo mettere al centro i soggetti dell’impresa: il lavoratore e l’imprenditore.Parlare di "repubblica fondata sul lavoro", oggi, sembra una provocazione.
Giovani, donne e lavoratori dipendenti, non possono fondare sul lavoro nient’altro che qualche timida aspettativa economica di breve periodo.
La precarizzazione non è più solo un fenomeno economico. Essa ha minato il nesso profondo fra lavoro e cittadinanza, perché ha disgregato quella struttura economica che il mondo ci invidia, i distretti e le filiere dove la cultura del lavoro è radicata nelle reti sociali, nei rapporti tra imprenditori e dipendenti, nelle identità del territorio e nella cooperazione dei saperi.
Per questo, proponiamo nuove e coraggiose politiche del lavoro, che partano dal rispetto del lavoratore e annientino una volta per tutte precarietà e morti bianche.
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