23 luglio 2009
Ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la sicurezza, la salute, l’istruzione.
Ci vuole un welfare che funzioni ovunque, che funzioni meglio e con maggior rispetto per i cittadini.Per un’Italia meno diseguale si impone una riforma radicale del welfare.
In materia di lavoro, sanità, famiglia, diritti e pari opportunità il nuovo stato sociale ha delle priorità dalle quali non può prescindere: superare il dualismo del mercato del lavoro che penalizza i giovani, sostenere le famiglie e i loro redditi, introdurre un reddito minimo di inserimento, qualificare il sistema sanitario, aiutare le persone non autosufficienti, riformare le politiche per la casa, promuovere la piena e buona occupazione femminile, combattere l’evasione fiscale.
Il Pd crede nell’innalzamento flessibile e volontario delle pensioni, ma solo se associato all’estensione delle contribuzioni figurative.
Chi non trova lavoro o lo ha perso deve poter contare su aiuti economici e servizi di formazione e reinserimento: bisogna occuparsi di salario minimo, assicurando potere d’acquisto e migliore distribuzione dei ricavi.
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