27 agosto 2009

Sala gremita all'inverosimile, standing ovation all'inizio e alla fine del suo intervento, autografi, strette di mano:
Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria nazionale del Pd, conquista il pubblico della Festa nazionale di Genova. Intervistato da Andrea Montanari, giornalista del Tg1, il responsabile economia del Partito ha parlato dell'Italia che ha in mente. E non solo.
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Lunedì prossimo saranno in molti ad essere tornati dalle ferie: che Italia troveranno? R – «
Avremo davanti settimane, mesi molto complessi: a differenza di quanto hanno scritto molti giornali, ieri Draghi ha fatto notare che usciremo dalla crisi solo quando torneremo al punto in cui eravamo prima. Ora siamo a -5% di Pil: a colpi di 0,5% all’anno, ci metteremo 12 anni a tornare ai vecchi livelli. La realtà è che non si sta facendo abbastanza perché il problema è stato edulcorato: questo è un Paese che se viene messo di fronte al problema se lo mangia. Un anno fa, il governo ha detto che la crisi non c’era, poi che era finanziaria e poi psicologica: per questo non è stata fatta una seria manovra anti-crisi e si è proceduto prendendo soldi da una parte e mettendoli in un’altra, come a suo tempo con i carri armati di Mussolini. Siamo scoperti sui redditi medio-bassi e sulle piccole-medie imprese: in questo settore, abbiamo imprese che hanno il prodotto e avrebbero un mercato ma non hanno più il fiato necessario. Per quanto riguarda gli investimenti pubblici, non possiamo aspettare il Ponte di Messina: basterebbero opere pubbliche da attivare in sei mesi. E poi, vorrei far notare cosa ha combinato il governo introducendo prima il reato di clandestinità e poi consentendo di regolarizzare la posizione delle badanti, con il risultato di mettere molte famiglie nell’impossibilità di avere un’assistenza agli anziani se non a prezzi insostenibili oppure correndo il rischio di tenersi in casa una 'criminale'. E cosa dire della scuola? Presto avremo per strada migliaia di insegnanti precari senza alcun ammortizzatore sociale. Cosa ne pensano Tremonti e la Gelmini?»
Secondo i dati OCSE, il potere d’acquisto dei salari in Italia è crollato. Che cosa intende fare, se sarà eletto segretario del Pd? «
Se non vogliamo aspettare 12 anni per crescere abbiamo due tasti da toccare: l’economia verde, con l’aumento dell’efficienza energetica riavviando il capitolo delle ristrutturazioni e dell’energia fotovoltaica. In secondo luogo, c’è una forbice troppo larga tra redditi bassi e redditi alti: se vogliamo far ripartire l’economia, dobbiamo mettere in tasca i soldi a chi ne ha bisogno e non a quelli che già ce li hanno. Se tolgo l’Ici alla prima casa di Moratti, al massimo comprerà la scarpetta di un calciatore. L’idea della contrattazione decentrata può essere positiva ma non basta: con il fiscal drag, il governo ha drenato moltissime risorse. I consumi, è bene ricordarlo, dipendono molto dalla stabilità e dalla sicurezza: senza stipendi veri non si va da nessuna parte. E il tema dei prezzi sensibili? Non avete notato che da noi, quando l’inflazione cala, non calano i prezzi in maniera corrispondente? La realtà è che c’è un mondo infinito di rendite di posizione: banche, assicurazioni, grandi compagnie»
Parliamo di immigrazione: ha ragione Frattini quando dice che si tratta di un problema europeo? «
Frattini è stato per quattro anni commissario all’Ue con delega all’immigrazione e adesso scarica certe responsabilità sull’Unione Europea…non è un modo serio di ragionare. Le politiche del governo sono state fallimentari: abbiamo assorbito manodopera di immigrati come un’idrovora perché questo è stato necessario al nostro welfare, facendo peraltro molta confusione sul tema. Ad ogni buon conto, quando un essere umano è in mare e in pericolo di vita, lo si tira su! Non tocca a me difendere il Vaticano, ma parecchie volte mi è capitato di vedere file davanti a una sede della Caritas, mai davanti a una sede della Lega»
Nella scorsa settimana due omosessuali sono stati aggrediti, ieri notte è stato consumato un assalto ai danni di una nota discoteca romana frequentata da gay. Nel nostro Paese è in atto una tendenza omofoba? «
C’è una lacerazione nel tessuto civile e morale dell’Italia. Viviamo in un’epoca di tensioni e contraddizioni dove è facile che l’altro sia percepito come “diverso” e “nemico”: Per giunta, abbiamo una politica e un governo che non ha le caratteristiche giuste per riportare serenità. In Parlamento c’è una legge contro l’omofobia che attende di essere varata: alla ripresa dell’attività, cerchiamo tutti di affrontare il problema e uscire dall’Aula con un provvedimento serio e definitivo sul problema»
Parliamo di etica e testamento biologico: le parole pronunciate qui da Fini non sono piaciute a molti nel Pdl…
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Quando uno come Fini viene qui ad affermare le nostre stesse idee, significa che le nostre idee meritano di essere applaudite. Non possono certo essere Gasparri o Quagliariello a dire come devo morire. Io sono per il testamento biologico e per recuperare un profilo umano della sanità: morire è stato un fatto domestico e familiare fino agli anni Sessanta, poi ha assunto una dimensione nei servizi sanitari. Se fosse inventato un macchinario che gira a 360 volte al minuto e ci fossi costretto per campare…mi affiderei al medico, al mio ruolo da protagonista, a una dimensione affettiva, non certo a Quagliariello e alla tecnica»
La questione etica ha diviso anche il Pd, negli ultimi mesi «
Io parto da una visione generale: un parlamentare svolge il suo ruolo non solo in base alla sua coscienza ma anche alla coscienza collettiva. Ci si danno regole perché la posizione del partito sia una: i casi di coscienza vanno regolati da un meccanismo statutario. Noi abbiamo nel DNA la tradizione cattolico-democratica e la distinzione tra valori religiosi e autonomia della politica. Ci sono Paesi in cui non ci sono vincoli imposti dalla religione e la ricerca è arrivata ad esiti pericolosi. Ma se non ci pensiamo noi, con la nostra tradizione umanistica, a mediare culturalmente sui problemi di coscienza, che cosa facciamo? Ci facciamo fare la pappa dagli altri? La Chiesa deve partecipare alla discussione pubblica ma deve chiarire quali sono i limiti imposti alla coscienza dei politici d’ispirazione cattolica»
Franceschini ha detto che è lui il segretario del Pd e che sono caso mai gli altri a dover spiegare in che cosa sono differenti… «
È un’uscita di Franceschini che non mi è piaciuta. Se noi abbiamo perso 4 milioni di voti alle ultime elezioni il problema è di tutti, o no? Il punto è che ciascuno deve dire con precisione che cosa c’è da correggere. Per me, se si vuole aggregare, il partito deve avere un’identità: il mio è un partito popolare, non classista, non giacobino, che parla di lavoro e impresa. Non posso fare il segretario senza dire la parola ‘sinistra’, che non è una parola esclusiva e allude alla tutela della pari libertà e dignità di tutti. Non vedo un partito progressista non di sinistra: sono per una proposta di riscossa civica. Per me, la liberalizzazione è il contrario del liberismo, significa una politica di regole e l’affermazione che ci sono beni che non è possibile affidare al mercato, come la sicurezza e la sanità. Alcuni dicono che sono un passatista: non mi sento tale perché penso che il tuo orizzonte sono le tue radici. Tra dieci anni non andrò in giro a dire ai giovani che il Pd è nato dalla fusione di Ds e Margherita, oppure dal compromesso storico di Moro e Berlinguer. Nel 2011 avremo l’occasione di ricostruire l’unità d’Italia e ci accorgeremo che il Pd non è nato nei rami alti del sistema ma da forze che erano nella società, non classiste, non ribelliste. Si può fare una società migliore difendendo i più deboli e i lavoratori»
Come si costruisce un Pd lavorando nell’era del berlusconismo? «
Se discutiamo con gli italiani che c’è troppo berlusconismo o che c’è troppo anti-berlusconismo, si ottiene poco. Bisogna fare opposizione seria e combattiva dando agli elettori una vera alternativa: si deve cominciare da adesso e non quando avremo il 51% dei voti. Questo è il modo di crescere come partito; se gli elettori vedono che c’è un’alternativa, allora il Pd può essere premiato»
C’è una possibilità di stringere un rapporto con l’Udc? «
Dobbiamo dialogare con tutte le forze d’opposizione. È in atto una deformazione della democrazia: la combinazione di un Parlamento composto da nominati dai partiti e un Governo che va avanti a colpi di decreti legge ha fatto sì che in un anno non si sia mai arrivati a una discussione sulla crisi economica»
Lei non crede che sia necessario ‘asciugare’ la politica e renderla più magra? «
Facciamo una Maastricht della politica, prendendo a riferimento i costi della politica nei cinque principali Paesi europei, senza per questo voler picconare la politica con l’antipolitica»
Non sarebbe giusto risolvere la questione legata al conflitto d’interessi? «
In primo luogo, chi detiene a qualsiasi titolo una concessione pubblica non dovrebbe avere funzioni di governo. Sul sistema delle comunicazioni, mi muoverei garantendo parità di accesso alle reti e alle risorse pubblicitarie, sulla falsariga di quel che ho fatto operando la riforma del sistema elettrico. Sulla questione di RaiTre, sono in grado di smentire categoricamente di avere qualsiasi forma d’influenza: non sono per una libertà divisa a fette. Chi fa informazione sulla Rai deve avere la schiena diritta»
È rimasto più amico dei tassisti o dei banchieri?«
Con qualche tassista litigo ancor oggi, mentre ce ne sono altri che si ritengono miei…figli. Sui banchieri posso dire che qualcuno di loro si è accorto che la portabilità dei mutui era possibile, ma solo dopo le liberalizzazioni. Quanto alle parafarmacie, quel che sta accadendo è davvero scandaloso: il governo vorrebbe chiuderle senza considerare le migliaia di esercizi e di posti di lavoro che sono stati creati, senza che i farmacisti siano andati in rovina, peraltro»
C’è stata molta emozione nel mondo per la morte di Ted Kennedy ma nel centrosinistra italiano è ancora difficile assimilare il principio per cui alle primarie ci si scanna e dopo si lavora tutti insieme. Il Pd rischia la scissione? «
Se si discute con un compagno o con un amico per tre ore di fila su un dato argomento, possono emergere delle differenze ma poi si è più amici di prima. Quando sono stati designati i candidati alle segreterie regionali della mia mozione, ho chiesto e ottenuto che essi non fossero parlamentari nazionali o europei. In politica si deve avanzare per merito, andando a distribuire volantini, facendo comizi davanti a poca gente: quando si matura un’esperienza del genere, si può anche andare a Ballarò o avere un sito Internet, senza dimenticare che la politica è guardare la gente negli occhi»
Alle ore 22, Bersani sarà alla Festa dell'Unità provinciale del Pd di Alessandria: insieme a
Mercedes Bresso, presidente della regione Piemonte e
Gianfranco Morgando, candidato alla segreteria Pd Piemonte, il responsabile Economia del partito presenterà la mozione congressuale.
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