Sulla mobilità e il posto fisso

Tremonti dice tutto e il contrario di tutto

19 ottobre 2009
immagine "Mi hanno appena riferito che Tremonti ha detto che lui non è per la mobilità del lavoro, ma per un lavoro stabile. Forse pensava ad un lavoro stabile, ma a casa".

Questo, da Ascoli Piceno, il commento a caldo di Pier Luigi Bersani, sulle dichiarazioni che il ministro dell'Economia ha reso durante un convegno a Milano.

Per il titolare di via XX Settembre, infatti, "la mobilità non è di per sé un valore. Per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire una famiglia. La stabilità del lavoro è alla base della stabilità sociale".

"Se un precario avesse ascoltato quello che ha detto ancora Tremonti - ha aggiunto il candidato alla segreteria del Pd - sarebbe andato fuori di testa: la verità è che siamo arrivati ormai al punto che il ministro dell'Economia, in quest'ultimo anno dicendo tutto e il contrario di tutto, per assurdo ogni volta è stato applaudito".

"A cosa mi riferisco? Per tranquillizzare sulla crisi prima disse di aver fatto l'accordo con le banche - ha osservato Bersani - poi le ha criminalizzate, perché non esisteva proprio che avendo dato loro i soldi poi questi soldi sarebbero arrivati alle piccole e medie imprese, cosa che appunto non è accaduta".

"Poi ha affermato che i soldi c’erano e poi improvvisamente non c'erano più, facendo passare il messaggio che la crisi si combatteva non facendo niente - ha messo in evidenza il responsabile Economia del Pd - in maniera prudente, senza intervenire, senza un dibattito parlamentare, senza una manovra seria, un piano minimo".

"E tutti lì ancora ad omaggiarlo. E poi questa storia ripetuta da lui e dal suo capo per un anno e mezzo, cioè che nessuno veniva lasciato a casa, se perdeva il posto di lavoro? Si vedono adesso i risultati - ha concluso Bersani - quella era solo una balla colossale".

Nel corso di una conferenza stampa che si era tenuta in tarda mattinata ad Ancona, in una precedente tappa del suo tour nelle Marche e in Abruzzo, il responsabile Economia del Pd aveva ribadito il suo secco 'no' al dialogo con la maggioranza sulle riforme se si continua a discutere dei problemi del presidente del Consiglio.

"Se dialogare vuol dire discutere sui problemi che interessano la gente, il lavoro, l'impresa, famiglia, i precari della scuola buttati in mezzo ad una strada, benissimo, siamo a nozze: dialoghiamo. Se significa discutere sempre dei problemi di Berlusconi, non c'è confronto possibile".

Bersani ha affermato di non credere che "la gente sia così impegnata a discutere sulla separazione delle carriere dei magistrati. E se parliamo di stato della giustizia, occupiamoci ad esempio dei tempi della giustizia civile, non sempre e solo dei problemi suoi, di Berlusconi".

In vista del dopo-primarie, il candidato alla guida del Pd ha detto che "se mi eleggono lunedì non vado mica da Berlusconi, vado dai lavoratori delle piccole imprese e vado dalle forze di opposizione, a vedere se è possibile sopportare che in Italia un cittadino può eleggere il segretario del Pd e non può eleggersi un parlamentare".

"Un'opposizione deve opporsi, con vigore ed efficacia - ha ribadito Bersani - ma deve porre il problema della costruzione di un'alternativa. Non succede dalla sera alla mattina, e ho già detto che il tempo della semina non è quello del raccolto, però il raccolto presuppone la semina".

Secondo Bersani è il tempo di lavorare “per essere interpretati come i maggiormente impegnati, generosamente impegnati a costruire un campo di alternativa. Per sconfiggere la destra, e sconfiggere Berlusconi”.

A suo avviso, lungo questa strada, "troviamo anche la via per rafforzarci come partito, perché un partito che dà un contributo così può chiedere anche una mano ai cittadini, agli elettori".

Guardando all’appuntamento delle primarie del 25 ottobre, il candidato alla segreteria del Pd ha auspicato "una partecipazione alta. Questo indurrà una riflessione anche nel resto del Paese, che deve ritrovare fiducia nei meccanismi democratici.

"Mentre ora, avere un'Italia con un uomo solo al comando ci tira fuori dal contesto delle democrazie del mondo - ha concluso Bersani - e rimpiccolisce il Paese non solo in termini politici, ma anche sociali ed economici".





tags: bersani  primarie  berlusconi  giustizia  tremonti  economia 


Commenti
da vincenzo , inviato il 20/10/2009
Caso mai nei discrosi del PD si dovesse comunque nominare il nome di Berlusconi, esso deve essere considerato come "interpares" dei Suoi ministri e pertanto e pertanto eventuali domande, risposte, proposte ecc. ecc. devono essere fatte direttamente al ministro interessato senza delega di risposta all"ìnyterpares) che ha solo il compito di coordinatore
da vincenzo , inviato il 20/10/2009
Caso mai nei discrosi del PD si dovesse comunque nominare il nome di Berlusconi, esso deve essere considerato come "interpares" dei Suoi ministri e pertanto e pertanto eventuali domande, risposte, proposte ecc. ecc. devono essere fatte direttamente al ministro interessato senza delega di risposta all"ìnyterpares) che ha solo il compito di coordinatore
da tommaso macaluso , inviato il 19/10/2009
secondo me finite,queste primarie,uguale chi le vince,si deve fare una opposizione,molto ma molto piu dura,di quella che sifatta fino adesso.saluti tommaso
da tommaso , inviato il 19/10/2009
secondo me finite,queste primarie,uguale chi le vince,si deve fare una opposizione,molto ma molto piu dura,di quella che sifatta fino adesso.saluti tommaso
da tommaso , inviato il 19/10/2009
secondo me finite,queste primarie,uguale chi le vince,si deve fare una opposizione,molto ma molto piu dura,di quella che sifatta fino adesso.saluti tommaso
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