7 novembre 2009
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Questo congresso ci ha consentito anche di metterci a lavorare su una linea nuova".
Così
Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, nella replica all'Assemblea nazionale.
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Con l'esito del congresso noi portiamo alcune correzioni di fondo - ha aggiunto il leader del partito -
bisogna tornare alla politica e oggi abbiamo cominciato".
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Oggi c'è orgoglio - ha ribadito Bersani -
dobbiamo ripartire dal successo delle primarie e capire che spesso e volentieri non abbiamo fiducia in noi stessi".
Il segretario del Pd ha messo in evidenza che "
finito il congresso torna la politica e bisogna che torni la discussione politica: ne avremo anche di più di quella vista oggi".
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La discussione politica - ha sottolineato Bersani -
è tutta salute in un partito che vuole essere popolare. Le amicizie si rompono quando non si discute e la discussione è il principale meccanismo coesivo".
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Io ho voglia di discutere - ha detto il neosegretario -
uno che pensa di non avere le spalle larghe per reggere la discussione non si sarebbe candidato a guidare il partito, e io ho voglia di discutere".
In relazione al discorso pronunciato da
Franco Marini, ex presidente del Senato, il segretario del Pd ha sottolineato che "
è giusto che le varie identità culturali del Pd chiedano visibilità, ma si deve lavorare da subito perché in prospettiva questa impostazione venga superata".
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Metto a disposizione la mia identità - ha affermato Bersani -
per un'identità nuova che dobbiamo fare. La discontinuità è anche un fatto di generazioni".
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Non ho dubbi - ha sottolineato il leader del Pd -
che tutte le identità debbano avere un ruolo visibile.
Ma il punto è un altro: tra dieci anni ci immaginiamo ancora così?".
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Chiedo che ci si cimenti tutti - ha concluso Bersani -
a mettere in campo una nuova generazione che la veda diversamente da noi".
In relazione all'addio al partito di esponenti come
Francesco Rutelli, il neosegretario ha detto che "
le defezioni non fanno mai piacere, sopratutto quando avvengono in forme un po' singolari".
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Sento dire qualcuno che dice 'il Pd così lascia un fronte scoperto': non è vero, non abbiamo fronti scoperti, abbiamo una ricchezza di culture per tutta l'area del centrosinistra".
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