In libreria il 'manifesto' del leader del Pd

Per una buona ragione

14 aprile 2011
immagine «La crisi del sistema democratico è oggi il terreno della battaglia politica. La nostra buona ragione risiede in una visione umanistica, capace di tenere insieme il concetto di democrazia con quello di uguaglianza».

Pier Luigi Bersani parla per la prima volta in un libro dell’Italia e del Partito Democratico nel tempo della crisi economica e dei grandi mutamenti indotti dal mercato globale.
Affronta gli errori del centrosinistra, l’involuzione plebiscitaria della Seconda Repubblica e gli squilibri sociali del Paese.
E soprattutto approfondisce i temi che sono al cuore del suo progetto riformatore: il patrimonio vivo rappresentato dalla Costituzione, il valore dell’unità nazionale, la costruzione di un nuovo patto sociale per il lavoro, la questione ambientale, il rilancio di una seria politica industriale, la centralità dell’Europa, il rapporto con le fedi nell’ambito pubblico, la sfida dell’integrazione tra diritti e doveri per evitare derive xenofobe, la scuola, l’università e la ricerca scientifica.
Le forze progressiste - sottolinea Bersani – devono fare tesoro del loro radicamento nella storia nazionale e costruire un rinnovato orizzonte ideale, filosofico, di senso, capace di legare voglia di fare e speranze. Per promuovere una nuova crescita e un impegno costituente propone l’«unità delle forze della ricostruzione».

Il libro, in uscita il 14 aprile, è il manifesto politico, culturale e civile del leader del Pd.

Pier Luigi Bersani, tra i protagonisti della nascita del Partito Democratico, ne è stato eletto segretario nazionale nel novembre 2009 vincendo le primarie con oltre un milione e mezzo di voti. Presidente della Regione Emilia-Romagna negli anni 1993-1996, ministro dei governi Prodi, D’Alema e Amato, è stato artefice delle liberalizzazioni, dal mercato elettrico alle ferrovie, dalla riforma del commercio alle misure per la tutela dei consumatori.

A cura di Miguel Gotor, docente di Storia moderna presso l’Università di Torino e Claudio Sardo, giornalista politico del quotidiano “Il Messaggero”, Per una buona ragione è in libreria dal 14 aprile per i tipi di Laterza Editore.



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Commenti
da Paolo Caorsi un discendente di Uno dei Mille , inviato il 17/4/2011
Egregio Segretario lei ha scritto un libro ed io le scrivo una mia ricetta per cambiare l”Italia: non bisogna togliere le provincie, io eliminerei completamente tutti i comuni e le regioni d”Italia con Roma capitale, e tenere le province che si potrebbero chiamare macrocomuni, ci sarebbe un miglior controllo del territorio (che non verrebbe quindi frammentato in tanti piccoli e grandi comuni che possono creare confusione e disparita’ di condizioni) da parte della gente e si eliminerebbe molta burocrazia.
da alfredo , inviato il 16/4/2011
non volevo calcare la mano ma un amico carissimo stà subendo questa cosa, anche lui dirigente PD genovese.... se D'alema e compagni vogliono fare il PCI dovrebbero dirlo chiaramente, ma noi non vogliamo queste censure.... spero sia daccordo con me!!!!! saluti alfredo ponte A Genova arriva Matteo Renzi, ma il Pd non lo dice Matteo Renzi, 36 anni, sindaco di Firenze e per hobby «rottamatore» della classe dirigente del Pd di cui fa parte era ieri sera a Genova per presentare il suo libro «Fuori!». Ad ospitare il primo cittadino fiorentino non la sala di un hotel, tantomeno un teatro preso in affitto da qualche associazione culturale ma addirittura Palazzo Tursi. Peccato che quasi nessuno a Genova sapesse dell’arrivo del giovane che per il suo linguaggio di rottura ha fatto irruzione quotidiana nel dibattito politico italiano, soprattutto per le critiche ai democratici di cui fa parte e nel cui partito vuole continuare a restare nonostante ne bocci la classe dirigente. Le sue sparate contro la classe politica che non sa fare delle scelte lo avrà anche portato alla ribalta ma lo ha messo in cattiva luce verso una larga fetta del centrosinistra. Tanto che la sua visita nel capoluogo ligure, per esempio, è passata sotto il più totale anonimato. È stato ospitato a palazzo Tursi ma dal Comune di Genova nemmeno un comunicato che desse notizia del suo arrivo. Neppure un incontro formale tra colleghi con il sindaco Marta Vincenzi, ma ancora più rumore fa il silenzio del Pd genovese che non ha dato alcuna notizia dello sbarco a Genova dell’uomo di sinistra che sembra piacere anche a Silvio Berlusconi. Anzi, sarà probabilmente questo uno dei motivi per i quali la sinistra del capoluogo ligure non ha voluto dare il benvenuto a Renzi e al suo libro scritto a metà tra l’autobiografia e il suo pensiero politico.
da stella , inviato il 14/4/2011
Come si presenta il libro niente male come titolo,anche la sua immagine allegra sorridente,molto carino senz'altro un libro parla di questa stagione politica tutto cio che accaduto fino ad oggi della politica democratica italiana.Saluto...
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