Scopre il tradimento della moglie, vince la causa, ma lei non se ne va di casa

Musica in tutta la casa

Utilizzi questi diffusori con l’amplificatore SA-3 per estendere le prestazioni del suo sistema LIFESTYLE® DVD ad altre aree.

Posizionabili in prossimità di piscine, in verande o giardini, i BOSE® FreeSpace™ 51 sono i nostri migliori e più versatili diffusori per esterno. Li colleghi ai suoi componenti audio per un suono stereo di straordinaria qualità su una vasta area di ascolto. Possono essere poggiati sul terreno o parzialmente interrati, costituendo in tal modo una grande alternativa al montaggio dei diffusori tradizionali. Sono inoltre stati progettati per resistere a tutte le intemperie.

Suono di qualità BOSE®. Fin dalla base

I diffusori FreeSpace™ 51 le offrono una copertura omogenea ed eccezionalmente ampia grazie al loro design radiale che consente una diffusione del suono a 360 gradi. Il robusto involucro in grado di resistere alle intemperie e il driver da 11,4 cm a gamma completa orientato verso il basso possono sopportare le condizioni meteorologiche più estreme. Scelga la sua musica preferita e ascolti come prendono vita persino le sfumature più tenui in un ambiente esterno.

La porta d’accordo in posizione centrale migliora la riproduzione delle basse frequenze, contribuendo in tal modo a mantenere la profondità e la ricchezza della musica all’aperto. La griglia a forma di cupola riflette i toni delle alte frequenze verso l’area di ascolto. Tutte queste caratteristiche si fondono insieme in modo da offrirle sia la robustezza necessaria al funzionamento in esterni sia le prestazioni audio tipiche di un ambiente interno.

La bellezza risiede nei dettagli

Il design accurato e le gratificanti prestazioni fanno dei diffusori FreeSpace™ 51 la scelta ideale per l’ascolto di musica in esterni. In grado di mimetizzarsi con la vegetazione del giardino, risultano scarsamente visibili. E vista la loro resistenza a qualsiasi clima, possono essere tranquillamente lasciati fuori tutto l’anno.

Questi versatili …

L’ Antitrust Ferma Ryanair Sui Bagagli A Mano

Il Messaggero

IL CASO ROMA LAntitrust blocca il supplemento bagagli a mano di Ryanair e Wizz Air. L’ Autorità garante della concorrenza e del mercato, a seguito dell’ avvio di un procedimento istruttorio, ha infatti disposto in via cautelare la sospensione della «nuova policy» sui bagagli a mano delle due compagnie che sarebbe entrata in vigore dal primo novembre. «La richiesta di un supplemento per un elemento essenziale del contratto di trasporto aereo, quale il bagaglio a mano, fornisce una falsa rappresentazione del reale prezzo del biglietto e vizia il confronto con le tariffe delle altre compagnie, inducendo in errore il consumatore», spiega l’ Authority. LE CONSEGUENZE Per cui Ryanair e Wizz Air dovranno «sospendere provvisoriamente» ogni attività diretta a richiedere un supplemento di prezzo rispetto alla tariffa standard per il trasporto del «bagaglio a mano grande» (trolley), «mettendo gratuitamente a disposizione dei consumatori, a bordo o in stiva, uno spazio equivalente a quello predisposto per il trasporto dei bagagli a mano nell’ aeromobile», sottolinea l’ Antitrust. Le due compagnie dovranno comunicare all’ Autorità entro cinque giorni le misure adottate in ottemperanza a quanto deciso. LA DECISIONE Il provvedimento dell’ Antitrust fa esultare le associazioni dei consumatori. «Oggi l’ Antitrust ci dà pienamente ragione e, accogliendo le nostre richieste, dispone in via cautelare la sospensione della nuova policy bagagli a mano delle compagnie low-cost Ryanair e Wizz Air», dichiara il Codacons. «Ora il prossimo passo dovrà essere la restituzione integrale da parte delle due compagnie aeree di quanto pagato dagli utenti per il supplemento bagagli sospeso dall’ Autorità », sottolinea l’ associazione. E Altroconsumo aggiunge: «Finalmente l’ Antitrust ha bloccato la pratica opaca di Ryanair di spezzettare le componenti del viaggio in aereo e farne pagare il costo a parte. Ai consumatori non possono essere imposti dall’ oggi al domani …

Speciale L’assalto Alla Ragione

Speciale L’assalto alla ragione

[ ] Perché mai la ragione, la logica e la verità sembrano non avere più alcun peso nel modo in cui oggi negli Stati Uniti si prendono le decisioni importanti?’.

Molti americani ritengono che il ricorso alla menzogna nel dibattito politico, anche in presenza di prove schiaccianti sulla verità dei fatti, abbia raggiunto livelli un tempo inimmaginabili.

Un numero sempre maggiore di americani si domanda a gran voce: Che cosa è successo al nostro paese?’. Sempre più persone cercano di capire perché i nostri meccanismi democratici si siano inceppati, e come si può porvi rimedio.

Per fare un altro esempio, per la prima volta nella storia degli Stati Uniti il ramo esecutivo del governo ha non soltanto condonato, ma anche incoraggiato l’uso della tortura nei confronti dei prigionieri di guerra, contravvenendo in tal modo a un divieto emanato dal generale George Washington durante la Rivoluzione americana.

È troppo facile, e troppo di parte, dare tutta la colpa alle politiche del presidente George W. Bush. Siamo tutti responsabili delle decisioni che prende il nostro paese. Abbiamo un Congresso. Abbiamo un sistema giudiziario indipendente. Abbiamo un sistema di checks and balances, di controlli e contrappesi. Siamo uno stato di diritto. Abbiamo la libertà di espressione. Abbiamo la libertà di stampa. Hanno fallito tutti miseramente?

Subito dopo il disastro dell’uragano Katrina, il discorso pubblico del nostro paese ritrovò per un breve momento una certa intensità e lucidità di vedute, ricordando ad alcuni americani (incluso qualche giornalista) che un tempo il nostro modo di confrontarci sui problemi e di prendere decisioni era di solito caratterizzato proprio da queste qualità. Ma poi, come un passeggero temporale estivo, quel momento svanì.

Un tempo la situazione era diversa. Perché il discorso pubblico americano è diventato meno lucido e trasparente, meno ragionato? La fiducia …

Museo Di Scienze Naturali Di St. Pierre

Nominato Roberto Giunta

Con la Deliberazione della Giunta che a fine dicembre 2000 ha nominato Roberto Giunta rappresentante delle associazioni ambientaliste valdostane nel Consiglio di Amministrazione si è conclusa, e positivamente, una vicenda in cui la Giunta regionale ha fatto una figura penosa.

Lo Statuto del Museo di Scienze Naturali di St.Pierre prevede la gestione tramite un Consiglio di Amministrazione in cui uno dei rappresentanti è designato dalle associazioni ambientaliste della Valle d’Aosta.

Dovendosi procedere al rinnovo di tale Consiglio di Amministrazione, l’Assessore regionale all’Agricoltura aveva inviato, nell’autunno del 1998, una lettera alle associazioni ambientaliste perché indicassero il nominativo da inserire nel Consiglio di Amministrazione.

Le associazione ambientaliste valdostane si erano riunite ad avevano individuato in Luigi Fachin, guardia del Parco nazionale del Gran Paradiso ed appassionato naturalista molto conosciuto in Valle d’Aosta, la persona adatta a ricoprire tale funzione.

La designazione era stata trasmessa all’Assessorato all’Agricoltura, in data 28/12/1998, con lettera a firma dell’Enpa, Italia Nostra Valle d’Aosta, Legambiente, Société de la Flore.

La Giunta regionale, quando si era trattato di deliberare sulla composizione del Consiglio di Amministrazione aveva invece escluso Fachin e aveva dichiarato che il rappresentante delle associazioni doveva essere Corrado Maria Daclon, una persona che non era stata indicata dalle associazioni ambientaliste valdostane, ma che era buon amico di vari unionisti.

A quel punto, alcune associazioni ambientaliste valdostane con l’ausilio dell’avvocata dell’Enpa, Rossella Ognibene, avevano fatto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale che aveva annullato la deliberazione della Giunta regionale. Sentenza successivamente confermata dal Consiglio di Stato.

Nel frattempo, tuttavia, Luigi Fachin, nell’agosto 2000 era morto colpito da un fulmine mentre prestava servizio come guardaparco.

A quel punto la Regione aveva deciso di riavviare l’iter della nomina con la presentazione di nuove designazioni.

A seguito di una riunione a cui erano stati invitate tutte le associazioni ambientaliste …

Vintage – Londra E Parigi

Una mamma nostalgica, una zia un po’ fuori dalle righe e una nonna che non butta mai niente vi hanno riempito per anni gli armadi di vecchi cimeli di abbigliamento che occupavano solo posto e per cui voi avete avuto sempre un po’ di riserbo. Forse è arrivata l’ora di ricredersi e ringraziarle.

Torna di moda il passato, gli anni ’50, ’60 e ’70 la fanno da padrone nel panorama modaiolo di questo inizio 2001.

Dalle classiche città capostipiti dei trend internazionali, Londra e Parigi in particolare, arriva il vintage.

Letteralmente d’annata, è la nuova tendenza a riscoprire l’usato importante, di qualità, se non addirittura d’epoca.

Il mercato dell’usato firmato sta diventando un vero è proprio business mondiale. Il suo viaggio nei gusti della moda parte dai mercatini,

se così possiamo chiamare, ad esempio, il famoso mercato delle pulci di Portobello a Londra da cui le tendenze fashion attingono, per arrivare a vere e proprie boutique, soprattutto in terra di Francia.

Specializzata in usato di qualità la maison francese Didier Ludot fornisce capi firmati dai migliori stilisti da Chanel a Givenchy, da Paco Rabanne a Yves Saint Laurent.

Tra i suoi scaffali si trovano abiti e accessori dei più svariati tipi: borse Gucci e Vuitton, scarpe Massato, Perugini e Roger Vivier, per non parlare degli splendidi pezzi di gioielleria che completano questa collezione che parte dal 1920 fino ad arrivare al 1990, sicuramente una tra le più fornite in fatto di usato della haute couture.

Una realtà quella della Didier Ludot che fornisce un piccolo squarcio di quanto questo mercato, ancora poco sviluppato in Italia, sia una realtà al pari dei normali canali della moda attuale nel resto del mondo.

Presente in Europa, con tre sedi di tutto rispetto nella Parigi della moda (due nelle gallerie Montpensier e De Valois …

Moda In

Courtesy of © fieramodain.it, 2001

Si è appena conclusa presso la fiera di Milano l’ultima edizione di Moda in, tessuti e accessori organizzato da S.I.Tex, l’ente per lo sviluppo dell’immagine tessile. Quasi ventimila metri quadri di esposizione, per confrontarsi con le nuove tendenze della moda: quelle futuribili, della Primavera-Estate 2002, che a partire dai nuovi materiali, dalle nuove fantasie e colori, sapranno definire le coordinate delle collezioni dei principali stilisti italiani ed internazionali. Muovendosi nello spazio sconfinato di Moda In è possibile confrontarsi con il meglio del “made in Europe”: la manifestazione accoglie infatti gli stand di quasi seicento espositori di cui centoquantacinque stranieri (con un incremento del 12% rispetto alla precedente stagione). Ma soprattutto ai visitatori non è negato il piacere di confondersi entro le trame dei tessuti proposti per la prossima stagione, rimanere abbagliati dai luccichii delle stoffe e di confrontare a livello visivo e tattile le proposte concrete degli stilisti del tessuto. Questa area comprende una sezione “syntex” dove le stoffe sono state raggruppate in un vero e proprio “catalogo visivo” e quello che è il fulcro della manifestazione, l’area “proposte”, che invece raggruppa i tessuti in base alle linee di ricerca stilistica , quelli che diventeranno i veri “trend” della moda: tre i temi, le sfide individuate dal comitato tecnico-stilistico guidato da Angelo Uslenghi cui si rivolge la moda per la Primavera-Estate del 2002: Esaltazione, Provocazione, Esuberanza. La sensazione globale che ne deriva è sempre più quella di un anelito alla libertà, al piacere di scegliere e insieme di perdersi nella lussuriosa ricerca dei materiali da un lato e delle grafiche, delle fantasie, dei satinati colori dall’altro. Moda In dedica poi un “approfondimento” agli accessori in cui bottoni, passamanerie, etichette e cerniere divengono veri e propri preziosi, pronti ad essere incastonati nei tessuti in nuove soluzioni …

Roma, Intervista A Boselli

di Rocco Giurato

Presidente della Camera Nazionale della Moda e di Pitti Immagine, Mario Boselli è un industriale di terza generazione, che usa la sua curiosità intellettuale per mantenersi sempre tecnicamente all’avanguardia, e il suo charme personale per appianare tutti gli spigoli di quella complessa macchina produttiva, che è il pianeta moda. Come Presidente della Marioboselli Holding S.p.A. ha infatti condotto da solo l’azienda di famiglia – inizialmente costituita da torcitura di fili di seta – sin dal 1963, data della scomparsa del padre, Carlo Boselli. Da quell’anno l’originaria attività si è sempre sviluppata diversificandosi nei vari comparti del settore tessile. Oggi Le aziende della Marioboselli Holding S.p.A. sono cinque (Marioboselli Yarns S.p.A, Marioboselli Jersey S.p.A., Silk 2000 S.r.l., Lisatrade S.r.l., TWISTA spol. S.r.o. – Humenné) e operano in nove stabilimenti, il fatturato è di oltre centoquindici miliardi annui e i dipendenti circa trecentocinquanta. Il suo rapporto con il sistema moda è quindi antico e radicato e ben si unisce ad un amore per le sfide, come l’ultima in atto a capo della Camera Moda, quella il cui nome suona come un programma: ‘Roma per il sistema moda’.

Allora Cavalier Boselli, è di questi giorni la rievocazione della prima sfilata a casa del conte Giovan Battista Giorgini. E’ Firenze dunque la culla della moda italiana?

“Direi piuttosto che l’Italia è la patria della moda, ma senza arrivare a questi estremismi, mi piace fare un parallelismo con la Francia, che ha una capitale in tutti i sensi: Parigi.”

Ebbene, l’Italia ha certamente Milano come capitale della moda, ma può a ragione vantarsi di poterle affiancare altre due splendide realtà, Firenze e Roma.

“Se Milano possiede tutto un “sistema moda”,il maggior numero di stilisti e l’esclusiva del pret-à-porter alto, Firenze dal canto suo ha le manifestazioni espositive di prodotto finito per Uomo …

Gil Cagnè

Incontriamo un mito. Gil Cagnè, il famoso truccatore belga, adottato dall’Italia e da Hollywood.

Lo troviamo immerso nei pennelli dei suoi allievi. Tira una boccata di sigaretta, pronto a raccontarsi, anche se confessa di non amare raccontarsi.

Non si ricorda, “e anche se ricordassi non lo direi di certo”, a cosa giocava da bambino e ha ben poco da dire dai suoi inizi, “anche perché non c’era nemmeno una scuola di trucco allora.”

Ma c’era una cugina “la più bella ragazza di Bruxelles”, un po’ vanitosa e sufficientemente coraggiosa da prestare il suo viso per gli esperimenti di maquillage dell’allora sedicenne Gil. Sorridente, confessa: “La truccavo come un cretino, lei era una fanatica, dovevo pettinarla, sciacquarle continuamente i capelli con l’aceto”.

Forte della sua esperienza su un così leggiadro viso, Gil l’audace si presenta alla Max Factor. “Credevo di essere bravissimo e invece non sapevo fare niente”.

Lì inizia la sua ascesa. “Ma per caso” tiene a sottolineare; e per la simpatia che riuscì a ispirare a Barbara Factor, nipote del grande Max, che per lui s’improvvisò maestra.

“Barbara mi adorava, forse mi vedeva

come un figlio; le mie sensazioni non sono mai state molto chiare.”

In ogni caso, per merito e per fortuna, fa quattro anni di scuola Max Factor e poi via, a Hollywood, terreno fertile per un truccatore in erba oggi diventato una quercia. E da allora la sua buona stella non lo ha più lasciato, servendogli su un piatto d’argento la sua prima diva, Cyd Charisse, le gambe più desiderate (e invidiate) di Hollywood. Malato il suo truccatore, Douglas Young, venne chiamato Gil, l’uomo giusto col rossetto giusto. A questo punto i ricordi si confondono con la tenerezza: “Volevo vedere le sue gambe leggendarie, ma lei le copriva con il camice. Io ero emozionantissimo per il …

Make Up

di Manuela Pomicino

Arriva l’estate e il make up non può certo passare in secondo piano nonostante la complicità dell’abbronzatura che lo rende sicuramente meno “necessario” rispetto all’inverno. Anzi, questa è la stagione ideale per sbizzarrirsi con colori luminosi e vivaci e per osare un look più originale. Come all’inizio di ogni nuova stagione le novità da scoprire in profumeria sono tante e il mercato della moda propone un’infinita gamma di prodotti, classici o innovativi, da scegliere e sperimentare.

Ma quali sono le tendenze del make up per l’estate 2001? La scelta è tra un look assolutamente acqua e sapone, che si limiti al mascara e al rossetto per sottolineare i dettagli lasciando il colore del viso naturale, e un look più vistoso, ma non eccessivo, utilizzando ombretti colorati e gloss lucenti per occhi e labbra e terre polverizzate per il viso.

Le novità proposte da PUPA sono l’ideale per chi preferisce quest’ultima tendenza: il mascara Flexup, nerissimo, con effetto incurvante, esalta le ciglia al massimo, la terra effetto abbronzatura Desert Bronzing Powder e le polveri di luce per gli occhi in versione duo extralight garantiscono un effetto di scintillante luminosità.

Anche SHISEIDO propone due versioni di mascara ad effetto super volumizzante o ultraincurvante per esaltare le ciglia e lo sguardo.

Altra interessante novità dalla REVLON, gli Skinlights Face Illuminators, la prima linea completa di illuminanti per la pelle. Lozioni, stik e polveri a base di cristalli naturali, quarzo, madreperla, topazio e bronzo, elementi che per loro natura catturano la luce e donano al viso un effetto radioso, da usare da soli o sul make up e da scegliere in quattro tinte, natural, peach, bronzo, gold. La lotione dona radiosità istantanea, lo stik è ideale per ritoccare i piccoli difetti e la cipria traslucente dà un ultimo colore di luce. …

Cravatte

STORIA DI UNA ISTITUZIONE AL MASCHILE

di Stefania Mignoli

In principio furono i romani, anche se in realtà la strisciolina di stoffa annodata intorno al collo che veniva chiamato focale aveva un utilizzo ben diverso da quello dell’odierna cravatta: in lana, serviva infatti a proteggere la gola dal gelo. Il civis romanus, cittadino sempre pronto a sfidare il rigore del freddo proprio come le insidie della guerra, indossava il focales unicamente in privato, o se gravemente malato. Questa sorta di cravatta ante litteram era consentita in pubblico solo ad anziani e oratori, per proteggere le corde vocali. Non era certo un simbolo, semmai uno strumento, di cui non andare neanche troppo fieri.

Per avvicinarci al significato che incarna la moderna cravatta, bisogna risalire nel tempo fino alla Guerra dei Trent’anni (1618-48). Un reggimento di cavalleria leggera, composto da soldati croati, giunse in Francia intorno al 1660 al servizio del Re come truppa mercenaria. Nella divisa si distingueva un girocollo di mussolina, di seta o di tessuto andante, a seconda dei gradi. Le estremità lambivano il petto, per chiudersi in un fiocco o in una rosetta. I Francesi rimasero così ammirati rispetto a questo nuovo ornamento che presto fecero proprio, per prima cosa trovandogli un nome, quello di “cravates”, dal croato hrvat, “croato”, quindi diffondendo questa moda in tutta Europa. Tramonta nel giro di pochi anni la moda della cravatta di merletto e si evolve il modello “croato”. Nasce la cravatta SteinKerque: due giri intorno al collo e le cocche finali che vengono infilate nella prima asola della casacca, fanno della cravatta un momento di alta raffinatezza e di ricercata eleganza. Con la rivoluzione francese la cravatta diviene anche un simbolo, un fregio di cui pregiarsi: nera quella dei rivoluzionari, bianca quella dei controrivoluzionari.

Legata inizialmente al mondo politico-militare, attorno al …

Frankie Morello Intervista

LE PAROLE CHE TI HO DETTO

di Vanessa Bozzi

Maurizio Modica, half man di Frankie Morello. A lui la parola su lui stesso e su Pierfrancesco Gigliotti. La parola su Frankie. Anzi, le parole. Il valzer delle parole.

IRONIA: “Le nostre collezioni sono ironiche, nei tagli e nei capi. C’è una soluzione ironica nella costruzione delle collezione. Per esempio la collezione donna primavera-estate 2000 sul tema dell’errore era volutamente ironica. C’erano errori voluti nelle cuciture storte, nelle tasche cucite dove non dovevano esserlo.”

IRRIVERENZA: “Noi siamo irriverenti. Prendiamo spunto dai capi di grandi stilisti e colossi della moda e li rivisitiamo a modo nostro, ma senza cattiveria.”

CATTIVA RAGAZZA. “È anche lei, a suo modo, irriverente. Monella, ma volutamente. È il personaggio che è cattivo, non i nostri capi. Da soli i nostri abiti hanno un’immagine più soft.”

JUSTINE MATTERA: “È un’amica e fan. L’abbiamo

conosciuta ai nostri inizi. Lei all’epoca era famosa soprattutto per essere la sosia di Marilyn Monroe e incarnava perfettamente la donna mito anni Cinquanta che è il tema ricorrente delle nostre collezioni. Oggi ci segue ovunque. E’ una presenzialista e poi è molto amica del nostro truccatore di New York Fabrizio Aimasso.”

COLORE: “E’ la base di ogni nostra collezione. Facciamo attenti studi sul colore escludendo le tinte che secondo noi annullano la figura, come il nero e il grigio. I colori neutri non sono la nostra passione. Abbiamo puntato molto sul vichy quest’estate. Le nostre collezioni invernali e maschili hanno una cartella colore molto forte, con un piccolissimo inserimento di nero. Ma non di più.”

ALLEGRIA: “Ce n’è tanta nelle nostre collezioni. Anche il colore ne è lo specchio. Chi compra i nostri vestiti è allegro. Chi mette una maglia gialla e azzurra con una striscia rosa è per forza una persona allegra… Abbasso …

Energizzarte

di Vanessa Bozzi

Una mostra tra i vestiti. Voglia di creare e comunicare. Ecco “EnergizzArte: impeti di arte e moda” un’esposizione di quadri e abiti nello showroom Leo&Pisces; in rampa Mingnanelli a due passi da Piazza di Spagna. Una ex chiesa sconsacrata è il teatro d’incontro di due amiche, stilista una artista l’altra. Simona Romagnoli, fashion designer di ventotto anni, e Federika Ponnetti, ventiseiennne con una laureo i giurisprudenza, ma pittrice-scultrice autodidatatta da soli tre anni.

Abiti e sperimentazioni. Giochi artistici addosso e sulle pareti.

EnergizzArte cattura lo sguardo e la curiosità. Giochi di luce, contaminazioni di materiali. Sensibilità e estro.

Una mostra nata da una serie di foto scattate in giro per il mondo da Federika, a Santo Domingo, Los Angeles, New York stampate da plotter su tela o trasparente o materiali retroilluminabili rielaborati.

“Mi piace dare profondità e tridimensionalità – dice Federika, un sorriso che regala gioia – Mi piacciono molto i quadri lavorati con le mani. Come la gonna che ho fatto per Simona.” Scambi di ‘favori’ tra Simona Romagnoli stilista e titolare dell’atelier e Federika Ponnetti. L’una indossa una gonna dipinta da Federika e l’altra un caftano

nero con profili a contrasto disegnato appositamente da Simona.

Divertimenti stilistici anche nell’amicizia. Arte e allegria.

“La cosa divertente – dice Federika con orgoglio – è che ho firmato le opere con una foto di me mentre faccio il quadro. E’ una specie di scheda tecnica in cui spiego il metriale utilizzato, i dettagli della foto (quando e dove è stata fatta) e ci sono anche i ringraziamenti perché il quadro riviva attraverso le fatiche di tutti quelli che ci hanno lavorato. Essendo opere un po’ complicate ho coinvolto sempre numerose persone. E poi mi piace raccontare la storia del quadro.”

Girando tra le pareti dell’atelier colpisce la luminosità …

Alta Moda Roma – Lorenzo Riva

di Adele de Gennaro

Un omaggio alle grandi dive del passato e del presente, ma soprattutto una lezione di stile: la collezione di Lorenzo Riva presentata a Roma nell’ambito della settimana di Alta Moda, stupisce ancora una volta per la classe e lo charme degli abiti in passerella, dedicati questa volta alle grandi star del cinema, le sue nuove muse ispiratrici. In passerella, dunque, pochi abiti scelti con cura e destinati inevitabilmente a far sognare.

Le silhouttes create dallo silista monzese evocano i grandi miti cinematografici di ieri e oggi, dalla ‘Ninotchka’ di Greta Garbo alla Charlize Theron di ‘Badgers Vance’, passando per Frida Kahlo, la mitica pittirce messicana. Come amazzoni del grande schermo, le donne di Lorenzo Riva non conoscono ostacoli sul loro cammino e, per la prossima stagione, sono pronte a sfidare il rigore dell’inverno con charme, in una cascata rilucente di pizzi con strass, jais e paillettes. A dieci anni esatti dal suo debutto nell’Alta Moda capitolina, Riva non finisce di stupire e, accantonate le influenze etniche e orientali delle precedenti collezioni, si rivela ancora una volta maestro indiscusso di stile ed eleganza. Fra intarsi di tele preziose, e drappeggi scultorei, centinaia di piume di pernice e pellicce di volpe oro e di visone bianco decorano i suoi abiti a sirena rilucenti d¹oro oppure sciancrati come corsetti. Tradizione e modernità che si mescolano in un melange equilibrato. Se per la sera la donna di Lorenzo Riva osa indossare abiti con diecimila cristalli Swarovski, il giorno è caratterizzato dalla stessa eleganza. Al mattino, dunque, le donne di Riva indossano un tailleur rosso carminio bordato di piume di struzzo bianche oppure un tubino di velluto liscio nero con nodo sui fianchi e un bottone-gioiello, ma è nelle ore notturne che la diva creata dallo stilista monzese offre il meglio …

Moda Viaggio – Hi Tech

Tempo di vacanze!

Se avete organizzato un viaggio, deciso la destinazione, trovato la compagnia e magari anche riempito la valigia, allora non vi resta che decidere cosa indossare e… partire!

Non lasciate niente al caso!

La moda, grazie alla costante ricerca e alle recenti novità tecniche propone una vasta scelta di capi pratici comodi e superaccessoriati per andare incontro ad ogni tipo di esigenza e rendere più confortevole il vostro viaggio. Che siate tipi sportivi o eleganti e raffinati, le vostre richieste saranno in ogni caso soddisfatte. Numerose infatti sono le case d’abbigliamento che hanno selezionato un’ampia gamma di tessuti in base alle loro prestazioni e funzionalità e hanno introdotto modelli versatili e ricchi di nuovi dettagli. In queste nuove linee viaggio l’attenzione maggiore è dedicata proprio a questi dettagli e accessori studiati appositamente per accompagnare il viaggiatore in ogni momento, dalla partenza all’arrivo.

Per gli amanti dell’avventura, della ricerca e del cambiamento INVICTA è sinonimo di viaggio e libertà. La collezione 2001 si ispira al mondo dei minerali. Forme solide, linee morbide e colori naturali. I capi sono altamente tecnici e garantiscono il massimo del comfort, i tessuti

estremamente leggeri con linee disinvolte e vastissime possibilità di coordinamenti personali. Le calzature riprendono i dettagli dell’abbigliamento per garantire un vero e proprio total look.

La linea sportiva, portata avanti all’insegna del design, della qualità e dell’innovazione, è quella preferita anche dalla MURPHY&NYE; che, da settant’anni, produce abiti resistenti e funzionali, di fabbricazione high-tech e scrupolosa rifinitura. Le giacche, in cotone estremamente leggero ed impermeabile, sono proposte in svariati modelli, tra cui la praticissima smanicata con cappuccio, richiudibile in un marsupio. I pantaloni multitasche sono forniti di lacci in vita o alle caviglie, oppure dotati di zip nascoste che permettono di trasformarli in comodi bermuda.

Negli ultimi dieci anni anche la …

Prada – miu Miu Collezioni

Inverno rigoroso per la prima linea e look più da lolita per Miu Miu.

Miuccia Prada quest’inverno veste la donna e la fanciulla con cappotti e mantelline che coprono la figura e incantano gli sguardi. La donna Prada è castigata ma non per questo meno seducente. I cappottini sono al ginocchio e dalla forma vagamente a trapezio, le gonne lunghe da educanda passionale pronta a trasformarsi un sex symbol irresistibile.

A sorpresa furoreggiano scollature inattese nei vestitini che stringono la vita. E contro il freddo ecco comparire i cappelli di pelliccia o i polsini dei cappotti lunghi e vaporosi come manicotti, come a ostentare un lusso deciso nonostante le linee rigide. E poi via libera a mantelline e cappe ottocentesche, da portare sopra il tailleur o l’abitino al ginocchio. Ma sotto le lane ecco la leggerezza, che fa capolino dalla collezione sotto forma di gonne in chiffon trasparentissime e di top che mostrano e nascondo la pelle. I colori? Total black in quantità, ma anche marrone, un po’ di bordeaux e qualche distrazione in arancio.

Più provocante e sbarazzina la donna-fanciulla di Miu Miu. Tutta trasparenze e abiti che sembrano baby doll indossati più per noia e distrazione che per stupire. Il nude look trionfa anche di giorno. Ma

le gambe sono rigorosamente coperte o da pantaloni o da calze supercoprenti su cui trionfano stivaletti neri con i lacci. Gli abitini da cocktail respirano aria di novità diventando cortissimi e stringendo la figura sotto il seno. La petit robe noire, l’abitino nero per ogni occasione è rinnovato dalle scarpe quadrate con i laccetti. Le cinture a volte si ‘arrampicano’ sulle camicie bianche e sulle gonne nere bon ton, sdrammatizzando la mise da collegiale. Bianco, panna, rosso e un po’ di rosa si affacciano invadenti dall’armadio, a contrastare il nero che …