Ferragosto bollente in ospedale: botte e insulti tra fidanzati per questioni di corna

di Nicola Cendron

TREVISO – Aveva approfittato delle ferie dal lavoro per regalarsi una giornata da dedicare a una delle sue grandi passioni: il barchino con cui amava navigare e pescare lungo il Sile. Ma un infarto fulminante lo ha fatto precipitare in acqua ed è morto annegato.

L’improvvisa tragedia si è materializzata alle 12 di ieri a pochi passi dalla “Da Nea”, storica trattoria di via Alzaia a Silea. La vittima è Antonio Angeli, 51 anni, operaio della “Cartaria trevigiana” di Villorba. A dare l’allarme un passante che ha notato un corpo galleggiare supino sull’acqua, apparentemente senza vita. Quando la sua telefonata arriva al centralino del Suem, era già troppo tardi.

I sanitari si precipitano sul posto, estraggono con ogni cura il corpo dall’acqua, tentano la rianimazione, ma non c’è nulla da fare. Angeli, residente in via Barbo a Treviso, con la moglie e i due figli, è morto. Il corpo era incastrato tra alcune bricole a due passi dalla sua barca. Per qualche minuto l’episodio si tinge di giallo: non ci sono testimoni diretti dell’accaduto. Ben presto. però. la vicenda viene ricostruita smentendo ogni supposizione, compresa quella del suicidio, e va ricordato che in questa zona non sarebbe stato il primo.

Sul posto arrivano anche i carabinieri della stazione di Silea e il medico che ha effettuato i primi accertamenti del caso sul cadavere del 51enne. Con ogni probabilità, trapela da fonti investigative, Antonio Angeli è stato colpito da un arresto cardiaco che non gli ha lasciato scampo. L’uomo, riferiscono i familiari, soffriva di problemi al cuore ed è stato proprio un infarto a fargli perdere i sensi con l’inevitabile caduta in acqua. Antonio Angeli non sarebbe riuscito neppure a chiamare aiuto, soffocato dal lancinante dolore al petto. La morte sarebbe poi sopraggiunta per annegamento: non sono stati riscontrati altri segni sul corpo che potessero far pensare a ipotesi diverse. Il cadavere, trasportato all’obitorio del Ca’ Foncello, potrebbe comunque essere sottoposto a un accurato esame autoptico per fugare qualsiasi altro dubbio.

I carabinieri hanno raccolto anche le testimonianze di alcuni cittadini che si trovavano nella zona di via Alzaia: amanti del jogging, ciclisti e avventori della vicina trattoria Da Nea. Non vi sarebbe alcun testimone diretto della tragedia (quando è stato scoperto il corpo il 51enne era morto già da diversi minuti), ma in molti ricordano di essere passati lungo la Restera e di averlo notato mentre armeggiava nei pressi della barca.

Facendo ciò che amava.