Multa Ingiusta? Il Tuo Stress Vale 200mila Lire

E il parrucchiere che sbaglia paga

TORINO (a.c.) – Multe ingiuste, parrucchieri distratti, rumori molesti: tutto può provocare stress, stati di alterazione, ansie. Per non parlare di cause più gravi, che provocano davvero uno stravolgimento della vita. E con il moltiplicarsi dei casi che finiscono davanti al giudice, anche il legislatore dovrà adeguarsi.

Questa sembrerà davvero una buona notizia a molti: è risarcibile persino il danno per lo stress da multa ingiusta. Il comune di Perugia è stato condannato dal giudice di pace a pagare 200 mila lire ad un automobilista al quale i vigili avevano provocato uno stato di ansia e disagio, mettendogli una contravvenzione che poi si era rivelata impropria. L’automobilista, pur in essendo in possesso di regolare permesso, era stato multato per divieto di accesso alla fascia riservata del centro storico.

“Di qui – osserva il giudice di pace – la frustrazione che il cittadino avverte nei confronti dell’autorità, con conseguente turbamento e sensazione di totale impotenza e afonia, anche quando sa di trovarsi dalla parte della ragione”.

Ma sotto il torchio della Legge non vanno soltanto le autorità. Il giudice di pace di Catania ha condannato un parrucchiere a risarcire con mezzo milione una cliente alla quale ha tagliato troppo i capelli. La donna ha dovuto rinviare il matrimonio perché la nuova pettinatura mal si adattava all’abito nuziale che aveva già acquistato. Il giudice di pace ha stabilito che l’eccessiva spuntatina le ha provocato un danno estetico biologico e un disagio nella vita di relazione.

Anche un rumore, se fastidioso e ripetuto nel tempo, può sconvolgere la vita alle persone. Il giudice del tribunale di Milano ha condannato il titolare di un’officina troppo rumorosa a Vignate, nel Milanese, per aver provocato ad una coppia di vicini di casa un danno esistenziale da inquinamento acustico. Dovvrà pagare 30 milioni e modificare la propria attività lavorativa. I decibel sprigionatisi da tornio, mola e smeriglio, secondo il giudice, hanno rovinato l’esistenza dei due vicini di casa. “Il rumore è causa di un peggioramento del benessere psicofisico, dei normali ritmi di vita che si riflettono sulla tranquillità della persona. Provoca, ansia, irritazione, depressione, disturba il riposo, il relax, l’attività lavorativa domiciliare. Il tutto si traduce nella lesione della serenità pesonale e familiare”.

Si arriva al danno esistenzale in caso di disastro. Questo tipo di risarcimento è stato codificato in occasione della causa civile contro l’Azienda energetica municipale di Milano ritenuta responsabile, dal tribunale di Milano, dell’esplosione di un appartamento di via Monza 112, avvenuta il 30 settembre 1994 e causata da una fuga di gas. Morirono numerosi inquilini e alcuni passanti. Il giudice ha condannato l’Aem a risarcire, complessivamente, 2 miliardi e 350 milioni ai parenti dei morti, vittime di danno esistenziale da disastro. La loro vita, i loro rapporti familiari, i loro affetti, dopo l’esplosione, sono risultati sconvolti.